Descrizione

IL MUSEO DELLE ARTI MOLITORIE E DELLA COLTIVAZIONE DEI CEREALI
OSSERVA I SEGUENTI ORARI DI APERTURA:

Dal mese di marzo a ottobre inclusi.

Primo sabato del mese e tutte le domeniche

ore 15.30 – 18.30

Il Museo si trova all'interno del complesso architettonico di Villa Dalla Pasqua, caratterizzato da una tipica struttura a “corte chiusa” ed è composto da tre edifici inseriti al centro di un parco con alberi secolari: la villa, il mulino con il Museo Etnografico, e la “Castellina”.

 

Il mulino

Il mulino di Belfiore risultava attivo già dal 1479 ma è probabile che esistesse già da un paio di secoli. Nel periodo di massimo funzionamento era dotato di ben cinque ruote verticali a pale che muovevano le macine al piano terra, mentre ai
piani superiori dell’edificio si trovavano le abitazioni delle famiglie dei mugnai. I primi proprietari furono probabilmente i membri della famiglia Della Frattina; nel 1598 subentrarono i nobili veneziani Grimani di cui rimane lo
stemma araldico inciso su una trave nella sala macine. A fine Ottocento il mulino passò alla famiglia dei Dalla Pasqua, poi ai Venier e rimase attivo fino agli anni ’40 del Novecento. Negli anni Novanta, ormai in disuso e abbandonato,
fu ceduto al Comune insieme alla villa e al parco. Ristrutturato dall’Amministrazione Comunale nel 2003, è oggi sede del “Museo delle arti molitorie e della coltivazione dei cereali”.
Il museo si articola su tre piani in cui sono presenti testimonianze materiali e pannelli informativi dove il visitatore può approfondire il lavoro molitorio e le attività connesse alla coltivazione dei cereali.
Al piano terra il visitatore troverà una sala introduttiva con pannelli informativi sul contesto territoriale e sull’attività molitoria lungo il fiume Loncon, un mortaio in pietra di epoca romana rinvenuto in località Prabedoi, una macina a mano e due grandi mole. Entrando, poi, nella sala macine, si possono ancora vedere i meccanismi e gli ingranaggi per la macinazione attivati dalle ruote del mulino in uso fino al secolo scorso.
Al primo piano è presente una sala in cui sono raccolti gli attrezzi agricoli relativi alla coltivazione dei cereali e dell’attività contadina e una seconda sala dedicata ad accogliere suppellettili e arredi tipici della cucina di un tempo.
Al secondo piano il visitatore troverà alcuni modellini in legno della villa e del mulino costruiti dal signor Alfredo Manzato, un artigiano locale.

 

La villa Dalla Pasqua

Un tempo era la casa padronale. Già nel XVI secolo è attestato un primo nucleo originario, ampliato nel corso del secolo successivo. La costruzione del corpo principale si deve alla famiglia veneziana dei Grimani, a cui sono subentrati i
Dalla Pasqua con la caduta della Repubblica Serenissima. Nel corso dell’Ottocento e del Novecento ha assunto i caratteri architettonici che possiamo vedere oggi. La villa presenta la tipica pianta delle ville venete con salone centrale, scala ortogonale e stanze ai lati. Oggi è visitabile solo esternamente, in quanto di proprietà dell’ATER (Azienda Territoriale per
l’Edilizia Residenziale).

 

La castellina

Si tratta della parte più antica del complesso risalente probabilmente al XV secolo. È un edificio a pianta poligonale impreziosito da una cornice in mattoni che corona la linea di gronda in stile medievale. Anticamente l’edificio sembra
fungesse da spaccio pubblico a servizio dei viaggiatori diretti a Portogruaro e Santo Stino di Livenza. Nel recente passato è stato adibito a legnaia e granaio.
Restaurata nel 2010, oggi è sede di numerosi eventi e laboratori.

 

Il parco

Il parco, appartenente alla villa padronale e di impostazione ottocentesca, ospita una rilevante vegetazione composta anche da alberi secolari (frassini e querce). Sono presenti anche diverse piante di gelso che testimoniano l’allevamento dei bachi da seta che un tempo si svolgeva nello spazio del sottotetto della villa.